Non è che non approcci. È che eviti.
- Coach Lorenzo
- 6 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Ogni volta che pensi “non è il momento giusto”… ti stai solo proteggendo da qualcosa che non vuoi sentire.
A volte ti capita di trovarti lì, fermo, con quella sensazione sottile che ti tira indietro. La vedi, la ragazza. La situazione è buona. Potresti farlo. Potresti avvicinarti, dire qualcosa, rompere l’inerzia. E invece no. Ti dici che non è il momento giusto. Che adesso sarebbe strano. Che magari dopo sarà più naturale. E mentre ti racconti queste cose, ti sembra persino di essere razionale. Di star facendo una scelta ponderata. Di essere uno che non si butta a caso, che sa aspettare il contesto ideale.
La verità, però, è che non stai scegliendo. Stai evitando. E la cosa più subdola è che non te ne accorgi. Perché l’evitamento non arriva mai con la faccia della paura. Non ti dice “sto scappando”. Si presenta con modi più eleganti, più convincenti: “non voglio forzare”, “non voglio disturbare”, “non voglio sembrare strano”. E tu ci credi. Ti sembra persino di essere un uomo sensibile, rispettoso, equilibrato.
Ma mentre ti racconti questa storia, dentro di te succede qualcosa. Ogni volta che eviti, lo schema si rafforza. Non diventa più facile: diventa più automatico. La prossima volta penserai ancora di più, sentirai ancora più resistenza, troverai un’altra scusa perfetta. E così il ciclo continua, identico, come un disco che salta sempre sullo stesso punto. Stessa mentalità, stesse azioni, stessi risultati. Il nulla.
Eppure, se ti fermi un attimo, lo sai anche tu che non è davvero l’approccio a spaventarti. Non è lei. Non è la situazione. È quello che potrebbe succedere dentro di te dopo. Hai paura di come ti sentirai se va male. Hai paura di cosa penserai di te. Hai paura che un rifiuto, anche piccolo, anche gentile, confermi qualcosa che temi da tempo. E allora fai la cosa più semplice: eviti. Eviti la situazione così non devi affrontare la sensazione.
Il problema è che quella sensazione non sparisce. Ti aspetta. La ritrovi quando torni a casa, quando ti togli le scarpe, quando ti passa davanti agli occhi l’immagine dell’occasione che hai lasciato andare. È lì, silenziosa, che ti guarda. Non è rabbia. Non è tristezza. È qualcosa di più sottile e più pesante: la percezione di esserti tirato indietro. Non è un rifiuto esterno. È un rifiuto interno. E quelli fanno più male.
Col tempo, questa cosa inizia a modellarti. Ti vedi un po’ più piccolo, un po’ più fermo, un po’ più bloccato. E senza accorgertene, stai costruendo esattamente la realtà che vorresti evitare. Non perché non sai cosa fare, ma perché continui a fermarti prima ancora di provarci. Prima ancora di darti una possibilità. Prima ancora di scoprire che forse, quella sensazione che temi, non è poi così devastante come la immagini.
Il punto è proprio questo: il problema non è l’approccio. È tutto ciò che succede prima. È la storia che ti racconti. È il modo in cui ti proteggi. È il modo in cui ti nascondi dietro la razionalità per non sentire qualcosa che, in fondo, potresti anche imparare a reggere. Perché finché continui a dirti che “non è il momento”, quel momento non arriverà mai.
E se vuoi davvero uscire da questo schema, se vuoi smettere di bloccarti sempre nello stesso punto, se vuoi iniziare a costruire una versione di te che non si tira indietro… allora il primo passo è qui: https://www.sosattrazione.com
— Coach Lorenzo | SOS ATTRAZIONE

